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Riepilogo
Comune del Var (83), circondario di Brignoles, cantone di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, intercomunalità Communauté de communes Provence Verdon, membro del Parc naturel régional du Verdon. Codice postale 83560. Amministrativamente legata al versante Provence Verte del territorio, tocca il Verdon attraverso i suoi ruscelli affluenti e l'antico canal du Verdon; non appartiene alle Basse Gole in senso stretto.
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Cosa vedere, cosa fare
- Chiesa parrocchiale Saint-Laurent
- Chiesa ricostruita nel XVII secolo (cantiere 1626-1650, consacrazione il 14 settembre 1651), a croce latina, in conci di calcare rosa, con navata voltata a crociera ogivale su archi trasversi a sesto ribassato e torre campanaria con campanile in ferro battuto; tribuna aggiunta nel 1858. Succede a una chiesa più antica, vicina al castello, devastata dai protestanti nel 1586. La tradizione locale evoca una navata di origine romanica, ma la documentazione scientifica dell'Inventaire général la data interamente al XVII secolo.
- Cappella dei Penitenti (detta cappella dell'Annunciazione)
- Cappella del XIV secolo, iscritta come Monument historique con decreto del 19 ottobre 1927 (rif. Mérimée PA00081630), proprietà comunale, situata presso il cimitero. La sua porta è sormontata da uno scudetto con lo stemma del villaggio.
- Cappella Saint-Damase (anticamente Saint-Dalmas)
- Santuario attestato fin dal 1092 sotto il titolo di saint Dalmas, francesizzato nel XVII secolo in saint Damase; non sopravvive alcuna vestigia dell'edificio medievale. La cappella attuale è stata riedificata tramite sottoscrizione nel 1879, poi restaurata alla fine del XX secolo e all'inizio del XXI (associazioni locali). Pianta allungata con coro arrotondato e volta a botte spezzata, su una collina a est del villaggio, con vista su Valavès.
- Vestigia del castello (antica commenda ospitaliera)
- Castello fortificato edificato verso il 1240 dall'ordine di Saint-Jean de Jérusalem, residenza dei commendatori, ricostruito nel XVII secolo come semplice dimora signorile e poi demolito con la Rivoluzione. Il villaggio si avvolge attorno alle vestigia; sopravvivono in particolare delle rovine e il portale d'ingresso, visibili dalla collina del cimitero. Lo stemma del comune (croce di Malta) ricorda i cinque secoli di possesso da parte dell'Ordine.
- Fontana del Plan
- Fontana costruita nel 1765, alimentata da una rete di circa 700 metri di condutture.
- Bories
- Capanne in pietra a secco disseminate nelle radure e sulle colline, testimoni dell'attività agropastorale tradizionale.
- Oppidum di Montmajor
- Sito di un oppidum gallico fortificato in cima a Montmajor, testimone dell'occupazione protostorica dell'altopiano; presenza gallo-romana attestata (tegole, ceramiche). Possedimenti di epoca romana sono peraltro noti nei quartieri di Saint-Antoine e della Foux.
Storia di Ginasservis
L'origine del nome è dibattuta: un'interpretazione vi vede il latino genista (la ginestra) associato a silva (la foresta), ossia « la foresta di ginestre »; un'altra ricollega le forme antiche Ginacervis / Ginacervias a una caccia al cervo dei conti di Provenza, in eco allo stemma locale. L'altopiano è occupato fin dalla Protostoria (oppidum di Montmajor) e poi in epoca romana (possedimenti di Saint-Antoine e della Foux). Verso il 970 i monaci di Saint-Victor di Marsiglia fondano un priorato alla Foux; un signore è menzionato fin dal 1031. Verso il 1240, e fino alla Rivoluzione, il territorio dipende dall'ordine di Saint-Jean de Jérusalem (Ospitalieri, futuro ordine di Malta): il commendatore di Aix ne è il signore temporale e spirituale. Un accordo sui prati e sui canali della piana di Valavès è stipulato nel 1308, il primo catasto redatto nel 1484, un diritto di mulino attestato nel 1554. Il villaggio soffre le guerre di Religione (chiesa devastata nel 1586, piazza contesa nel 1591 tra le truppe del duca di Savoia e quelle di Enrico IV). Il suo stemma — croce di Malta d'argento su campo di rosso — perpetua la memoria ospitaliera. L'economia di un tempo si basava sulla transumanza, sullo sfruttamento del leccio (il « rusco », per il carbone di legna e la concia) e sulla viticoltura. Il villaggio è noto anche come ambientazione de « Les Quatre Saisons d'Espigoule » (1999), film di Christian Philibert girato con i suoi abitanti, essendo Espigoule il nome fittizio dato a Ginasservis.
Eventi & momenti clou
- Festa patronale di Saint-Laurent — Intorno al 10 agosto
- Festa del santo patrono del villaggio.
- Appuntamento « Espigoule » — Occasionale
- Il villaggio mantiene viva la memoria del film « Les Quatre Saisons d'Espigoule »; un grande raduno aveva riunito diverse migliaia di visitatori per i dieci anni del lungometraggio.
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